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san tommaso nel nuovo testamento

Testi canonici

San Tommaso (il cui nome deriva da una radice ebraica, ta’am, che significa “gemello”), viene citato nella lista dei discepoli nei  sinottici (Mt, 10, 2-3; Mc, 3, 18; Lc, 6, 15) e in Atti, 1, 13 (a proposito del ritorno degli undici Apostoli a Gerusalemme), ma è nel Vangelo di Giovanni ( il quale in tre passi su quattro aggiunge al nome il suo corrispondente in greco,“didimo”), che la sua personalità trova maggiore risalto.

In Gv., 11,16 nell’episodio della morte di Lazzaro esorta con determinazione gli altri discepoli  ad andare con Gesù per morire con Lui.

In Gv., 14, 5 durante l’Ultima Cena,  a proposito del posto nella  casa del Padre, rivela tutta la sua semplicità  rivolgendosi a Gesù: “Signore, noi non sappiamo dove tu vai; come possiamo conoscere la via?”, ma Gli fornisce l’occasione per pronunciare la frase: “Io sono la via, la verità e la vita”.

In Gv., 20, 24-29 è protagonista e con il suo “Signore mio e Dio mio!” si affida totalmente al Signore, diventando testimone attento e consapevole che Gesù è veramente risorto ed è il Vivente.

In Gv., 21, 2 il suo nome è inserito, nell’episodio dell’apparizione di Gesù sul lago di Tiberiade, subito dopo quello di Simon Pietro, ad indicarne l’ importanza.                            (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Gli apostoli e i primi discepoli di Cristo, Città del Vaticano 2007, pp.107-111, e Gesù di Nazaret, II, Città del Vaticano 2011, p. 307).

Testi apocrifi

Vangelo:
sotto il nome dell’apostolo Tommaso (da non confondere con l’autore dei Fatti dell’infanzia del Signore)  ci è giunto  in un manoscritto copto rinvenuto nel 1945 a Khenoboskion e datato al IV secolo, ma l’originale dovrebbe risalire alla prima metà del II. Alcuni frammenti sono presenti anche nei papiri di Ossirinco scoperti tra il 1897 ed il 1908. Il suo contenuto, sotto forma di logia di chiara matrice gnostica, in molti punti non è dissimile da  versetti dei testi canonici e si pone in linea con altri passi neotestamentari.


Dormizione della Santa Madre di Dio di san Giovanni il Teologo (forse VI sec.):
gli Apostoli per ordine dello Spirito Santo salgono sulle nubi e raggiungono Gerusalemme per dare l’estremo saluto alla Madonna; Tommaso racconta di essere giunto dal paese degli Indi.


Transito della Beata Vergine Maria dello Pseudo Giuseppe d’Arimatea (posteriore rispetto alla precedente Dormizione):
Tommaso, dopo aver constatato che il sepolcro di Maria è vuoto, racconta agli altri discepoli che stava cantando messa in India quando è stato trasportato sul Monte degli Ulivi per assistere all’assunzione della Madre del Signore, che, dandogli la sua benedizione, gli ha gettato la fascia con cui era cinta.

Atti di Tommaso:
nati in ambiente gnostico e redatti originariamente in siriaco forse non molti anni dopo l’arrivo delle reliquie del Santo ad Edessa (metà del III sec.), sono assegnati da Fozio a Leucio Carino. Il testo, dai  tratti a volte stravaganti, in 13 atti ripercorre il cammino di san Tommaso evangelizzatore di quel vasto territorio che anticamente era indicato come India, con in più una parte relativa al martirio nell’India meridionale, alla sepoltura ed al successivo trasferimento del corpo in Mesopotamia.

OPERA DELLA BASILICA DI SAN TOMMASO APOSTOLO
Biblioteca Diocesana - Largo Riccardi
66026 Ortona (CH)
Mail: info@santommasoapostolo.eu